IL SAGGIO CERCA DI RAGGIUNGERE L'ASSENZA DI DOLORE, NON IL PIACERE

(Aristotele, Etica Nicomachea, IV a.e.c.)



Definizione di dolore

Entra

Classificazione del dolore

Entra

Misurare il dolore

Entra
Cefalee

 

Che cos'è la cefalea
Il mal di testa, più correttamente definito cefalea, è uno dei disturbi più diffusi nelle società occidentali. In realtà non si tratta di un'unica patologia, ma di diverse forme cliniche che, in linea generale, possono essere suddivise in due grandi categorie: le cefalee primarie, malattie a sé stanti, e le cefalee secondarie, che rappresentano il sintomo di altri disturbi quali, per esempio, patologie oculari, ipertensione o sinusite.

 

 

Cefalee primarie

 

- Che cos'è l'emicrania
Solitamente l'emicrania emerge nei primi 15 anni di vita, ma ha un picco di prevalenza tra i 25 e i 55 anni, ed è molto più frequente nelle donne (con un rapporto 3:1 rispetto ai maschi). Spesso ha carattere ereditario. Rispetto alla cefalea tensiva, il dolore dell'emicrania, che insorge nella gran parte dei casi solo da un lato del capo, è più disabilitante, la sua intensità è media o grave, ovvero limita o impedisce del tutto lo svolgimento delle attività quotidiane. La vera causa dell'emicrania è tuttora sconosciuta. Il meccanismo di insorgenza del dolore è stato ricondotto alla vasodilatazione che segue un'improvvisa costrizione dei vasi cerebrali, ma attualmente è stata anche chiamata in causa un'anomalia nei segnali nervosi. Le crisi di mal di testa durano da 4 ore a 3 giorni, e in genere sono scatenate da alcuni fattori, sia interni sia esterni. Tra i più comuni si possono citare fattori ormonali (legati al ciclo mestruale o all'assunzione di contraccettivi orali), alterazioni del sonno, alcuni cibi o sostanze (come cioccolata, alcol, formaggi stagionati, nitriti, glutammato, aspartame) o anche il digiuno, fattori ambientali (modificazioni climatiche, altitudine, luci od odori forti), emozioni intense (stress o allentamento dello stress, come accade nei fine settimana e in vacanze, ansia, paura, depressione).
Le crisi di mal di testa possono essere precedute da disturbi premonitori (emicrania con aura) oppure comparire senza alcun preavviso (emicrania senz'aura). L'aura è caratterizzata da disturbi della visione (lampi luminosi, annebbiamento della vista, visione deformata degli oggetti), che compaiono 5-20 minuti prima dell'attacco e durano per circa un'ora.
Sintomi dell'emicrania
I sintomi principali dell'emicrania sono:
dolore di tipo pulsante;
dolore monolaterale in più del 50% dei casi, ma generalmente con alternanza del lato dolente;
dolore aggravato dal movimento;
si accompagna con elevata frequenza a nausea e vomito, fotofobia e fonofobia;
è spesso associata all'assunzione di determinati cibi, a variazioni di sonno, a eventi stressanti o calo dello stress;
ricorrenza delle crisi in fase perimestruale
l'emicrania può essere associata a cinetosi.

 - Che cos'è la cefalea tensiva
La cefalea tensiva è la forma più diffusa di mal di testa. Affligge fino al 75% della popolazione, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile. Compare nel periodo adolescenziale, intorno ai 15 anni e, in genere, si protrae per tutta la vita. Le cause della cefalea tensiva non sono del tutto note. Sembra comunque che questa forma di mal di testa sia legata a disturbi di tipo psicologico, quali ansia, stress e tensione, che inducono una contrazione continua localizzata dei muscoli del capo e del collo. Sarebbe proprio questa contrattura muscolare l'origine del dolore. Per tale ragione, anche la cattiva occlusione dentaria, che tiene sempre in contrazione i muscoli della mandibola e del collo, oppure posture scorrette possono essere causa di cefalea tensiva. Attualmente è stata riconosciuta anche una forma di mal di testa senza tensione muscolare, quindi, probabilmente, di sola origine psicologica. Le crisi di dolore possono durare da mezz'ora a 5-7 giorni, e se tali crisi si presentano ogni due-tre giorni, il disturbo viene definito cefalea cronica.
Sintomi della cefalea tensiva
I sintomi principali della cefalea tensiva sono:
dolore oppressivo, spesso definito come "cerchio alla testa" di intensità variabile, non pulsante;
dolore bilaterale;
dolore che si aggrava esercitando pressione sui muscoli tesi;
dolore non aggravato dall'attività fisica;
raramente è presente nausea, mai vomito;
raramente sono presenti fotofobia o fonofobia (mai entrambe);
la cefalea tensiva è spesso associata a stati depressivi o ansiosi.

 - Che cos'è la cefalea a grappolo
A differenza della cefalea tensiva e dell'emicrania, che fanno la loro comparsa in genere intorno ai 15 anni, la cefalea a grappolo solitamente emerge tra i 20 e i 50 anni. È la forma più rara di mal di testa, ma anche la più dolorosa, e colpisce dalle cinque alle sei volte di più i maschi delle femmine. Le crisi durano dai 15 minuti alle 2 ore, con forte dolore da una sola parte del capo (sempre la stessa, a differenza dell'emicrania) e prevalentemente nella regione dell'orbita dell'occhio, alla tempia e alla mandibola. La causa della cefalea a grappolo sembra essere una disfunzione del nucleo soprachiasmatico (che si trova nell'ipotalamo), un centro del cervello che rappresenta l'orologio biologico nei mammiferi; esiste infatti una precisa regolarità nella distribuzione temporale degli attacchi durante la giornata. Le crisi, che si ripetono in determinati periodi del giorno o dell'anno, si presentano a "grappoli" (da cui deriva il nome) con frequenze che vanno da una crisi ogni due giorni a otto attacchi al giorno. Se il grappolo varia da una settimana ad alcuni mesi, ma con intervalli liberi da crisi di almeno 15 giorni, la forma si dice cefalea a grappolo episodica (e rappresenta circa il 90% dei casi); l'assenza di periodi di remissione o periodi di remissione di durata inferiore a 14 giorni sono caratteristici della cefalea a grappolo cronica.
Sintomi della cefalea a grappolo
I sintomi principali della cefalea a grappolo sono:
dolore trafittivo, lancinante;
dolore praticamente sempre monolaterale, senza alternanza del lato dolente;
dolore localizzato in sede orbitale e temporale;
la cefalea a grappolo si accompagna sempre ad almeno uno tra i seguenti segni: arrossamento dell'occhio, lacrimazione, ostruzione nasale, rinorrea, sudorazione facciale, miosi, palpebra gonfia o più chiusa.

 

Cefalee secondarie

 

Cefalea attribuita a trauma cranico e/o cervicale

Cefalea attribuita a disturbi vascolari cranici o cervicali

Cefalea attribuita a disturbi intracranici non vascolari

Cefalea attribuita all'uso di una sostanza o alla sua sospensione

Cefalea attribuita a infezione

Cefalea attribuita a disturbi dell'omeostasi

Cefalea o dolori facciali attribuiti  a disturbi di cranio, collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture facciali o craniche

Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico

 

Note di terapia:
la terapia è sopratutto farmacologica, sia nella fase acuta (antinfiammatori non steroidei, cortisonici, triptani, alcaloidi dell'ergotamina, anticovulsivanti, antidepressivi), che nella fase di prevenzione (calcio-antagonisti, beta-bloccanti, antagonisti dei recettori della serotonina, tossina botulinica).
Altri aspetti importanti sono:
- evitare i fattori scatenanti (triggers)
-
agopuntura
- dieta (molti alimenti sono considerati fattori scatenanti)
- attività fisica regolare
- medicina alternativa
Si possono cercare anche ed eventualmente infiltrare i punti trigger.

 

(Per approfondimenti: nientemale.it)