La mia attività ambulatoriale


 

Infiltrazioni articolari e periarticolari ecoguidate

 

Infiltrazioni tossina botulinica


Trattamento lombalgie, lombosciatalgie

(infiltrazioni peridurali, blocco caudale, infiltrazione ecoguidata delle faccette articolari)
 

Cervicobrachialgie


Cefalee

 

Nevralgie (herpes zoster e nevralgie del trigemino)

 

Blocco intercostale

 

Infiltrazioni punti Trigger

(sindrome miofasciale e fibromialgia)

Dolore neuropatico

(neuropatia diabetica)

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(arteriopatie periferiche)

 

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Il dolore in Italia

 

 

 

Dolore da ischemia agli arti inferiori

 

Che cosa sono le malattie vascolari
Il termine malattia vascolare periferica (PVD, Peripheral Vascular Disease) si riferisce ai disordini dei vasi sanguigni (arterie e vene) al di fuori del cuore e del cervello. Tuttavia è comune l'uso di tale termine per riferirsi alla malattia periferica arteriosa (PAD, Peripheral Arterial Disease), una condizione che si sviluppa quando le arterie che forniscono il sangue agli organi interni, alle braccia e alle gambe si ostruiscono parzialmente o completamente, generalmente come conseguenza dell'aterosclerosi. Tale ostruzione può indurre un'ischemia (carenza di sangue ai tessuti) acuta o cronica. Quando il medesimo processo interessa le arterie coronarie, ovvero i vasi che irrorano il cuore, si parla di malattia vascolare coronarica. Oltre alle patologie muscolari, le polimialgie e le neuropatie, la malattia vascolare periferica e quella coronarica rappresentano situazioni cliniche tipiche dell'età avanzata e costituiscono una rilevante causa di dolore.
I fattori di rischio più importanti per le patologie vascolari sono:
ipertensione;
elevati livelli ematici di trigliceridi e di colesterolo "cattivo" (LDL);
bassi livelli ematici di colesterolo "buono" (HDL);
fumo di sigaretta;
diabete mellito;
obesità;
inattività fisica;
storia familiare di aterosclerosi.

Sintomi delle malattie vascolari
Le manifestazioni cliniche sono correlate con il tipo e la localizzazione dei vasi coinvolti e con l'entità della riduzione del flusso di sangue. Può infatti accadere che un vaso venga occluso improvvisamente, con altrettanto improvvisa comparsa di un dolore intenso associato a torpore e cute fredda e pallida; se l'ischemia che ne deriva è grave, possono insorgere perdita della sensibilità e della motilità nell'area colpita e, dopo 6-8 ore, irrigidimento muscolare. Al contrario, quando il vaso si occlude in modo graduale, si ha una manifestazione tipica, chiamata "claudicatio intermittens" poiché il soggetto non è in grado di camminare normalmente. Si associano dolore, crampi o sensazione di fatica che peggiorano camminando e migliorano con il riposo, fino a scomparire. Sintomi simili possono comparire anche a carico delle braccia.
Raramente, quando l'occlusione dell'arteria è tale da non consentire sufficiente trasporto di ossigeno alle estremità, il dolore compare anche a riposo; in questo caso il dolore interessa tipicamente i piedi, è solitamente severo e si presenta alla notte, quando il soggetto è in posizione supina. La ridotta circolazione può causare l'apertura di ferite che stentano a guarire, ulcere, gangrene o altre lesioni alle estremità colpite. Tali zone, che non ricevono un flusso sufficiente di sangue, sono inoltre più inclini alle infezioni. Nei casi estremi può essere necessaria l'amputazione.
Quando a occludersi è una coronaria, la riduzione del flusso ematico induce sofferenza cardiaca, che si manifesta con l'insorgere di angina (dolore localizzato al petto che può irradiarsi alla spalla, al braccio sinistro, alla schiena o al collo), ma se l'occlusione è completa e il sangue non arriva più a una parte di muscolo cardiaco si ha un infarto.
Soprattutto gli anziani possono avere percezioni differenti del dolore o non provarlo affatto, e possono lamentare soltanto malessere e affaticamento.

 

(Per approfondimenti: nientemale.it)
 

Trattamento dolore da ischemia agli arti inferiori

 

Fisiopatologia del dolore nelle vasculopatie.

Il dolore e ' una componente fondamentale dell' ischemia acuta e cronica degli arti inferiori.

La quasi totalita'dei pazienti si rivolge al medico per il sintomo dolore.

Causato da disfunzioni sia venose che arteriose,deriva da un'alterazione della parete del vaso e del microambiente circostante.

Il dolore ha una componente prevalentemente nocicettiva, ma anche una componente neuropatica per ischemia dei tronchi nervosi.

Assume notevole importanza anche la componente psicologica e spesso si assiste a un vero cambiamento nel comportamento di questi malati.

Il dolore di origine arteriosa puo' essere acuto(occlusioni da trombosi,embolia,spasmo) oppure cronico che si riconosce sopratutto nel Morbo di Buerger(Angiopatia Obliterante) in cui puo' essere presente una componente dovuta al fenomeno di Raynaud.

Il dolore di origine venosa e' causato da una tromboflebite o da una trombosi venosa profonda.

La conoscenza di questi meccanismi patogenetici, che provocano dolore nella malattia ischemica degli arti inferiori, è fondamentale per un corretto approccio terapeutico.

 

 

 - Posizionamento catetere peridurale con blocco peridurale continuo (somministrazione di anestetici locali - Ropivacaina)

 

Tecnica di posizionamento di un catetere peridurale

 

 

 

a) orientamento cefalico del bisello dell'ago di Tuohy

b) introduzione del catetere nello spazio peridurale

c) ritiro dell'ago mantenendo in posizione il catetere

d) fissazione del catetere

e) protezione del sito di iniezione e fissazione del catetere

  1. posizione dell'orificio all'ingresso in epidurale

  2. posizione dell'ago che permette l'inserzione del catetere

 

 

 - Stimolazione midollare


 

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