La lombalgia

 

Con il termine lombalgia si definisce il comune “mal di schiena” (per gli autori anglosassoni “low-back pain”), cioè un dolore al tratto lombare della colonna vertebrale. Il dolore, di solito, può essere causato da una contrattura muscolare che si traduce in una limitazione dei normali movimenti; a volte, si può provare anche un’alterazione di sensibilità agli arti inferiori. Esistono numerose patologie che possono causare il mal di schiena, per cui è molto spesso difficile individuare la causa scatenante del dolore, tuttavia la postura errata e la scarsa attività fisica sembrano determinanti. Questa patologia risulta diffusissima (secondo la European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions il 25% degli europei in attività lavorativa ne è affetta) e si calcola che il 95% di tutta la popolazione ne soffra almeno una volta nella vita.

Nella stragrande maggioranza dei casi il mal di schiena ha un’origine benigna ed un decorso positivo nell’arco di 6-8 settimane: in questo caso si parla semaforo verde (green flag). Tuttavia il dolore acuto, spesso di elevata intensità, testimonia la lesione infiammatoria delle strutture lombari: esso ha una funzione di allarme e serve ad impedire ulteriori lesioni. La terapia del dolore deve essere riservata ai casi refrattari e comunque limitata nel tempo perchè molti farmaci antinfiammatori sono tossici. Studi internazionali raccomandano una attività fisica moderata e non il riposo a letto (che rischierebbe di indebolire ulteriormente la colonna vertebrale e farebbe credere al paziente di essere effettivamente malato). In questa fase della malattia non sono indicati esami come TAC o Risonanza, a meno che il medico non sospetti un’origine maligna della patologia o rilevi un danno nervoso (sciatalgia).

Quando la lombalgia non si risolve entro 1-2 mesi si parla di lombalgia cronica: il passaggio dalla forma acuta a quella cronica è spesso legato a cause fisiche ma anche e soprattutto a problemi psicosociali, cioè al semaforo giallo (yellow flag).

Il semaforo rosso (red flag) consiste nella presenza di gravi patologie che si manifestano con i sintomi della lombalgia. Esso deve sempre essere ricercato dal medico fin dalla prima visita.

l comune “mal di schiena” , cioè il dolore al tratto lombare della colonna vertebrale, è causato generalmente da una contrattura muscolare che si traduce in una limitazione dei normali movimenti; a volte si può provare anche un’alterazione di sensibilità agli arti inferiori. Si tratta di una patologia molto frequente, anche perchè l’uomo, originariamente quadrupede, assumendo la posizione eretta migliaia di anni fa ha richiesto alla colonna uno sforzo adattativo non ancora concluso. Nella maggior parte dei casi il mal di schiena ha una genesi, un decorso ed una prognosi assolutamente benigne: si risolve spontaneamente nel giro di 4-6 settimane. Tuttavia in alcuni casi è necessario controllare la sintomatologia dolorosa con farmaci analgesici-antinfiammatori o di altro tipo, da usare sotto controllo medico e per periodi di tempo limitati (l’automedicazione dovrebbe essere evitata).

Il farmaco di prima scelta è il paracetamolo, che pur non avendo un’azione antinfiammatoria è tuttavia un potente analgesico. Se il paracetamolo non è sufficiente si possono utilizzare farmaci con due principi attivi (ad es. paracetamolo+codeina) per potenziare l’effetto antalgico. Se il medico lo ritiene necessario si possono utilizzare farmaci ad azione sia analgesica che antinfiammatoria (i cosiddetti F.A.N.S.) da utilizzare con attenzione e per brevi periodi di tempo (effetti nocivi soprattutto sullo stomaco e sui reni). Anche gli oppioidi leggeri associati al paracetamolo (tramadolo) possono essere utilizzati con successo.

Oltre alla terapia del dolore può essere necessario ricorrere agli “adiuvanti” che non sono analgesici ma ne potenziano l’effetto, e ai gastroprotettori, se si stanno assumendo F.A.N.S.

Inoltre può essere indicato l’utilizzo di miorilassanti per combattere la contrazione delle fibre muscolari.

LOMBALGIA: PREVENZIONE PRIMARIA E SECONDARIA

PREVENZIONE PRIMARIA: il mal di schiena è una malattia multifattoriale e può quindi insorgere per cause estremamente diverse tra loro. La prevenzione del mal di schiena si basa su due livelli. Il primo stadio, o livello di prevenzione primaria, è comune per tutti i tipi di lombalgia ed è basato sull'acquisizione delle corrette abitudini di vita. In questo modo si combatte il mal di schiena prima della sua comparsa. La prevenzione secondaria si fonda invece su un intervento rieducativo che coinvolge molte figure professionali come medici, terapisti della riabilitazione e laureati in scienze motorie. Con tali interventi si cerca da un lato di ristabilire le condizioni precedenti al trauma e dall'altro di allontanare il rischio di eventuali recidive tramite un programma educativo-riabilitativo. Il riposo notturno è uno dei principali fattori che predispone l'individuo al mal di schiena . Durante la notte la muscolatura vertebrale si contrae irrigidendosi. Ad una diminuzione dell'elasticità si affianca anche una minore vascolarizzazione che a sua volta si traduce in un ridotto rifornimento di ossigeno ai tessuti. Per prevenire il mal di schiena e favorire il riposo notturno il complesso formato da rete più materasso dovrà essere compatto, ne troppo rigido ne troppo tenero.. Non esiste una posizione di riposo ideale per prevenire il mal di schiena. Essa va adattata in base alle caratteristiche fisiche e alle preferenze dell'individuo. Per alleviare il dolore e favorire il riposo notturno può essere eventualmente utile posizionare un cuscino sotto la pancia, sotto la schiena o sotto la testa. Il mal di schiena può insorgere anche a causa del sovrappeso o da eccessivi stress fisici e/o psicologici. Anche l'attività fisica, grazie alla liberazione di endorfine, contribuisce al miglioramento dell'umore aumentando il senso di benessere e riducendo al tempo stesso la percezione del dolore. L'attività fisica è un toccasana per la schiena. Non a caso la maggior parte delle visite mediche termina con l'indicazione di intraprendere un percorso di attività motoria finalizzata alla prevenzione e alla cura del mal di schiena. L'obiettivo primario di qualsiasi programma di esercizi rivolti alla prevenzione ed alla cura del mal di schiena è quello di rendere la muscolatura addominale, spinale, lombare ed ischiocrurale più tonica ed elastica. Allo stesso tempo per favorire l'ossigenazione dei tessuti ed il raggiungimento del peso corporeo desiderabile è bene seguire un regolare programma di attività aerobiche (camminata, ciclismo, nuoto ecc.). L'attività fisica ideale per prevenire il mal di schiena non esiste. Esistono tuttavia degli esercizi di rafforzamento ed allungamento specifici per migliorare la salute della propria schiena. In molti casi è più importante riacquisire l'elasticità perduta che non aumentare la tonicità muscolare. Lo stretching al termine della lezione non deve quindi essere considerato come una perdita di tempo ma come un momento che diventa parte integrante del programma di allenamento. Se fatta male l'attività fisica può essere dannosa per la schiena.

PREVENZIONE SECONDARIA: nella fase acuta del trauma la cosa migliore da fare è sottoporsi ad una visita medica esponendo nel modo più completo possibile la sintomatologia al dottore. Bisognerà, per esempio, aver cura di riportare particolari come le cause di insorgenza, la durata del dolore, il periodo della giornata in cui lo si avverte maggiormente e la sua localizzazione. Gli esami a scopo diagnostico come radiografie, TAC e risonanze magnetiche, sono assolutamente inutili nel primo periodo. Tali accertamenti hanno senso solamente quando il dolore permane oltre le 3 o 4 settimane. Il riposo rallenta la guarigione, mettersi a letto per qualche giorno non è quindi una terapia ma un effetto collaterale a volte inevitabile. Ovviamente durante la fase acuta del trauma, quando il dolore avvertito è particolarmente intenso ed invalidante, per non peggiorare ulteriormente la situazione occorre limitare al massimo i movimenti. Gli antidolorifici non hanno un ruolo terapeutico diretto, alleviano il dolore ma non curano le cause del mal di schiena. In particolari situazioni il loro utilizzo potrebbe addirittura risultare dannoso. D'altro canto occorre ricordare che l'intensità del dolore non è direttamente collegata al danno. A volte un dolore violento e lancinante come quello causato dal colpo della strega si risolve dopo pochi giorni. Altre volte un dolore modesto può aumentare nel tempo o cronicizzare. Non bisogna quindi ignorare un dolore molto lieve che perdura a lungo. In questi casi si è in presenza del classico mal di schiena da sovraccarico cronico in cui il continuo ripetersi di sollecitazioni anche di modesta entità (guidare per molte ore al giorno) causa danni più o meni seri alla schiena. Nella maggior parte dei casi (95%) il mal di schiena si risolve entro 3-4 settimane

LOMBALGIA: TERAPIA CONSERVATIVA

Alcuni trattamenti conservativi che possono essere utili nell’affrontare la lombalgia e la sintomatologia dolorosa ad essa legata sono:

Cure fisioterapiche: agiscono sull’infiammazione e sulle contratture muscolari. Non intervengono sulle cause che le hanno determinate; i risultati sono di media durata e la loro efficacia dipende dal tipo di problema e dalla costituzione del paziente.

Ultrasuoni-Radar-Laserterapia: generano un calore che aiuta ad alleviare il dolore e attenuare l’infiammazione.

Trazione e massaggi: allontanano le vertebre e tendono ad ottenere un rilassamento della muscolatura contratta.

Cure termali: utili nell’attenuare il dolore e l’infiammazione nelle forme croniche.

Altre terapie “alternative” chiroterapia, agopuntura: Consigliabili in alcuni casi in cui risultino inefficaci le terapie tradizionali, oppure come sostegno ad esse.


Fondamentale, nella prevenzione e nella terapia, la ginnastica dedicata alla schiena (v. mypersonaltrainer)

Per migliorare il grado di efficienza delle strutture che mantengono in asse la schiena proteggendola dai traumi e consentendo, al tempo stesso, il movimento si consiglia di: praticare regolarmente attività fisica (esercizi di tonificazione, di allungamento associati ad una moderata attività aerobica) mantenere il peso corporeo nella norma evitare il fumo e gli alcolici concedersi delle pause rilassanti, evitando per quanto possibile lo stress in caso di mal di schiena evitare un riposo eccessivo, cercando di compiere movimenti consoni all'entità del trauma.
 

(Per approfondimenti: ambulatoriodolore.it)