IL SAGGIO CERCA DI RAGGIUNGERE L'ASSENZA DI DOLORE, NON IL PIACERE

(Aristotele, Etica Nicomachea, IV a.e.c.)



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MANIFESTO ETICO

Il dolore e' nei suoi aspetti morali e fisici intrinseco all'esperienza dell'uomo. Ma, concentrandoci sulla sofferenza del corpo, non possiamo non recriminare quanta parte di essa sia dovuta a incuria, inesperienza, poco amore per il malato.

Il dolore puo' arrivare al punto di rendere desiderabile la morte. I suoi confini sono indifesi e aperti ad ogni estrema soluzione. Perche' il dolore insostenibile logora insieme con il corpo l'equilibrio morale e psichico di chi ne e' colpito, degrada il suo contegno, annienta la sua dignita'.

Questo dolore iniquo vogliamo combattere; esso e' puramente distruttivo. I suoi effetti sono spesso atroci, le premure solidali e affettuose non bastano ad alleviarli. Si rende pertanto necessario e doveroso adottare provvedimenti terapeutici per controllare e ridurre la sofferenza fisica in modo da evitare che la persona nella sua totalita' sia miseramente avvilita e degradata.

Occorre dunque una svolta culturale nel campo della nostra medicina, che trasformi l'opera del medico da "curare" in "prendersi cura" nel rispetto di due fondamentali diritti del malato: non soffrire dolori inutili e mantenere la propria dignita' e un tenore decoroso di vita durante la malattia