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Misurare il dolore
 

La misurazione del dolore è parte fondamentale della valutazione e della strategia terapeutica per il controllo del dolore.
Una corretta valutazione dell’intensità, della gravità e della durata del dolore è il primo importante passo per scegliere il trattamento farmacologico più adeguato da proporre al paziente.
L’efficacia e la tollerabilità dei trattamenti analgesici e l’impatto della malattia di base sulle condizioni fisiche, psicologiche e sociali del paziente dovrebbero essere valutati regolarmente al fine di modificare e personalizzare il trattamento.
Dal momento che il dolore è un’esperienza del tutto soggettiva, analizzarne le caratteristiche significa raccogliere i giudizi del paziente, aiutato dalle scale di valutazione del dolore.

Scale di valutazione validate:

VAS (scala analogico visiva)
La scala è una retta di 10 cm con due estremità che corrispondono a “nessun dolore” e il “massimo possibile” (oppure il massimo di cui si ha avuto esperienza). E’ uno strumento unidimensionale che quantifica ciò che il malato soggettivamente percepisce come dolore oppure come sollievo nel complesso delle loro variabili fisiche, psicologiche e spirituali senza distinguere quali di queste componenti abbia ruolo maggiore. Istruzioni: Se si intende valutare il dolore o il sollievo riferito ad un periodo la domanda può essere: “ Pensi al dolore e al sollievo dal dolore che può aver provato in quest’ultima settimana appena trascorsa. Per ciascuna delle due voci metta poi un segno sul punto che meglio corrisponde alla sua situazione, rispetto ai due estremi della linea.”. La misura è in millimetri. La scala può essere usata anche per quantificare il dolore nel momento presente in cui si visita il malato. La difficoltà per alcuni malati di comprendere le istruzioni per il dolore massimo possibile può essere facilitato chiedendo di ricordare il dolore “più forte” provato nella loro vita (dolore massimo).

 

Scala verbale (descrittiva)
La scala verbale semplice, sempre unidimensionale, ripropone l’asta di 10 cm in cui la scelta viene facilitata (ma anche condizionata) dalla presenza di aggettivi che quantificano il dolore. Risultati soddisfacenti si ottengono quando vi sono almeno sei livelli di intensità. Istruzioni: Quanto dolore ha provato nelle ultime 4 settimane? Oppure Quanto è il suo dolore che sta provando in questo momento?
esempio di scala verbale:

 

Scala numerica (NRS)
E’ la più utilizzata, grazie alla sua semplicità. Considerando una scala da 0 a 10 in cui a 0 corrisponde l’assenza di dolore e a 10 il massimo di dolore immaginabile, quanto valuta l’intensità del suo dolore? (esempio di scala numerica a intervalli).

 

Scala a “faccine”
Si usa prevalentemente nel bambino o nel paziente demente.

 

Altre valutazioni vengono effettuate mediante questionari sul dolore che valutano l’intensità ma anche l’interferenza del dolore con le attività della vita quotidiana.
MPQ: (McGill Pain Questionnaire) è basato sull’uso di 78 descrittori del dolore che comprendono 3 dimensioni (sensoriale, affettiva e valutativa) e 20 sottoclassi, ciascuna contenente da 2 a 6 aggettivi, in ordine crescente di intensità; alla dimensione sensoriale appartengono 13 sottoclassi, a quella affettiva 5 e a quella valutativa 2. Al paziente viene chiesto di scegliere una parola per sottogruppo ed è anche chiesta l’intensità del dolore attuale su una scala numerico-verbale.
BPI: (Brief Pain Inventory) è basato su scale da 0 a 10 che valutano l’intensità e l’interferenza del dolore con le abituali attività (aree di attività psicosociali e fisiche).
MPAC: (Memorial Pain Assessment Card) comprende una scala verbale semplice con 8 descrittori e 3 VAS per l’intensità del dolore, per il sollievo e per l’umore (non è validata in italiano).
La misurazione si riferisce al “dolore peggiore”, al “dolore più lieve” al “dolore medio” riferiti alle 24 ore precedenti e al dolore presente in questo momento. Contiene anche una valutazione sul sollievo del dolore dallo 0% al 100%

 

Definizione - Classificazione

 

 

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